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CLARA MOSCHINI

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Incontro "Le razze bovine da carne allevate in Calabria"

Come aumentare la redditività? Tavolo tecnico con gli allevatori

All'incontro tenutosi ieri ì 10 ottobre presso il Centro Sperimentale Dimostrativo Arsac a Camigliatello Silano (Cosenza), è intervenuto tra gli altri il direttore generale A.I.A., Roberto Maddé: “Occorre giocarsi al meglio le carte della tipicità e sostenibilità ambientale dell’allevamento bovino calabrese”

Ai lavori, introdotti dal saluto del presidente dell’Ara Calabria Raffaele Portaro è intervenuto, tra gli altri, il direttore generale dell’Associazione Italiana Allevatori (A.I.A.) Roberto Maddé. “Le razze bovine autoctone da carne presenti in Calabria –ha affermato Maddé– , in primis  la Podolica, un simbolo di questi territori, oltre a quelle che sono state successivamente introdotte nella regione, hanno delle ottime potenzialità poiché sono espressione di sostenibilità ambientale della presenza zootecnica e multifunzionalità dell’attività di allevamento nonché, alcune, di biodiversità. La prevalenza di territorio marginale e difficile rende infatti più evidente l’importanza del ruolo dell’allevatore-custode, per il presidio delle aree boschive con il duplice vantaggio dello sfruttamento di pascoli altrimenti inutilizzabili e di prevenzione, ad esempio, dell’abbandono e del dissesto idrogeologico. Occorre però giocarsi al meglio le carte della tipicità e sostenibilità ambientale –ha proseguito-. E’ importante anche ‘fare squadra’ fra tutti gli attori coinvolti. Da non trascurare poi la funzione del momento di promozione, come testimonia la presenza di Aprozoo. Bisogna cogliere –ha concluso tra l’altro il dg A.I.A.– l’occasione della lenta ma costante ripresa dei consumi di carne, con l’attenzione aumentata da parte dei cittadini verso i temi del benessere animale e della provenienza del prodotto da zootecnia integrata con l’ambiente”.

Tra gli intervenuti, anche i direttori di Anabic Roberta Guarcini e di Anacli Stefano Saleppichi, che hanno trattato opportunità e prospettive di valorizzazione in Calabria delle razze di rispettiva competenza. In particolare. la direttrice di Anabic si è soffermata sul Progetto “I-Beef ”, finanziato nell’ambito della sottomisura 10.2 del Psrn 2014-20, che ha tra i suoi temi chiave Ambiente, Benessere animale, Biodiversità, e su numeri, consistenze ed evoluzione delle razze del circuito dell’Associazione Nazionale Allevatori Bovini Italiani da Carne presenti anche in Calabria (Podolica, Marchigiana, Romagnola e Chianina). Da parte sua, il direttore di Anacli ha sottolineato lo sviluppo dell’allevamento in Italia delle due razze, Charolaise e Limousine, di origine francese, ma ormai da decenni allevate con profitto in molte zone del nostro Paese, dove si sono fatte apprezzare per le loro caratteristiche di adattabilità, rusticità e facilità di parto anche dagli allevatori italiani, nonché dai consumatori per l’indubbia qualità delle carni.

All’Incontro, che è stato organizzato e coordinato nei dettagli dal direttore dell’Associazione Regionale Allevatori della Calabria, Pierino Maffei, ha partecipato anche Mauro D’Acri, consigliere regionale con delega all’Agricoltura. D’Acri, allevatore di bovini da carne in Calabria, già membro di Giunta dell’Associazione Italiana Allevatori e presidente dell’Ara, ha ricordato le principali indicazioni normative presenti nel Prs Regionale e confermato l’attenzione dell’Amministrazione della Regione nei confronti delle aspettative degli allevatori. La giornata, che ha visto a margine anche un’esposizione delle razze Chianina, Marchigiana, Podolica, Romagnola, Charolaise e Limousine, si è arricchita con un’asta di manze podoliche e con un incontro pratico di aggiornamento per esperti di Libro Genealogico Nazionale delle razze bovine italiane da carne.

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